mercoledì 8 ottobre 2008

In aereo verso NY

Il nostro aereo è partito in orario perfetto, alle 06:50 del 7 Ottobre, martedì.
E ci ha messo 5 ore e 15 minuti da Los Angeles a New York City, JFK International Airport.
Ci ha portati verso un fuso orario di 6 ore anzichè di 9 rispetto l'Italia.

L'aereo non era pieno zeppo, e questo ha fatto in modo che qualcuno potesse sdraiarsi su tre sedili per dormire.
In più, ogni singolo posto a sedere aveva di fronte a sè un monitorino a colori LCD touchscreen, incastonato nello schienale del sedile seguente.
Questi monitor proponevano alcuni servizi gratuiti, altri a pagamento.
Per esempio, la mappa di volo con tutte le statistiche (temperatura esterna, velocità di viaggio, etc..) oppure films (Iron Man e altri) da seguire con apposita cuffia.
Come negli hotel da noi visitati, alcuni di questi servizi video sono a pagamento (tipo i videogames: 5 dollari l'ora, e puoi giocare a Mario Bros sorvolando il Colorado), pagabili con carta di credito, da strisciare nell'apposita fessura posta sotto il touchscreen.

Tempo bene o male sereno su tutta l'America, da quel che si vedeva dal finestrino.
Tranne un nuvolone che ha coperto alcuni Stati da quel che possiamo riportare, ma arrivati in prossimità della East Coast americana era già sparito.

L'idea di aver fatto così tanti km in auto in un tempo relativamente breve ti dà l'impressione di essere in giro da molto più di due settimane (anzi, la prima l'abbiamo passata praticamente a San Francisco).
Ed ora siamo a piedi, e un pò dispiace: ci eravamo quasi affezionati alla Mazda 6 con cambio automatico e Cruise Control. Soprattutto Frank.

Los Angeles: Broadway e Rodeo Drive

A Los Angeles non c'è tutto il fermento di San Francisco.
O meglio: c'è senz'altro un fermento, ma è diverso da San Francisco.
Ok, c'è Hollywood, c'è Beverly Hills, ma hanno un carattere molto diverso.



E poi c'è la Broadway di LA.
Frank ha deciso che meritava bene un giretto.
Carla no.
E spieghiamo perchè.

Broadway è una lunga strada, attraversata da molte culture.
Il pezzo che abbiamo visto noi viene tenuto in scacco da messicani, portoricani, sudamericani in genere, che hanno portato la loro cultura qui.



E ciò vuol dire Madonne di Guadalupe un pò dappertutto, moltissimi negozi che vendono diamanti e oro a poco prezzo, una cifra di negozietti che vendono cibi di dubbia qualità (per questo si sente un acre odore di fritto misto a qualcos'altro nella aria) e tanti negozi di vestiario, da quelli normali a quelli sopra le righe (ho visto scarpe viola molto eleganti e altro vestiario vistoso, merce indirizzata soprattutto ai gangsters di quartiere).
Io ci ho visto la forte passione latina, in tutto ciò, messa in qualsiasi cosa.
Carla NON ci ha visto quello che voleva vedere: Rodeo Drive!

Però siamo entrati in un negozio che vendeva Levi's a mani vuote e ne siamo usciti con un sacco in mano, forti di uno sconto alla cassa (grazie alla nostra simpatia e, soprattutto, alla madrelingua di Carla).
Lì l'ho vista sorridere un pò.

Ma i 32 denti di Carla sono usciti a Rodeo Drive, in Beverly Hills, distretto di lusso di Los Angeles.
Rodeo Drive inizia da un punto in cui, per circa un km, si viaggia in un viale alberato e ai lati ci sono villini che caspiterina che villini!
"Ma non è questa la Rodeo Drive in cui dobbiamo andare...!" si lamenta Carla.
Frank, sicuro di se, le indica con le grandi dita della sua mano i cartelli che recitano "Beverly Hills - Rodeo Drive" e prosegue nella guida.
Ad un certo punto si arriva a un incrocio con semaforo.
"E ora??" continua Carla.
Ci troviamo ad un incrocio dove si può andare a destra (non c'è scritto Rodeo però), a sinistra (neanche qui) ma si può fare un piccolo sbisciolamento in mezzo all'incrocio ed entrare in una via in cui, apparentemente, non si può entrare: ma c'è scritto VIA RODEO!
Evvai che ci siamo!
Frank trova persino il posto per l'auto a inizio via, col parcometro: ci inseriamo qualche moneta e iniziamo il tour di questa "ricca e famosa" strada.



Noi a Milano abbiamo Via della Spiga, che comunque è più piccola.
C'è anche Via Montenapoleaone, ma non è così grande.

Rodeo Drive non è neanche lunghissima, ma è larga; una via americana a doppia corsia, normale, con spartitraffico di palme e fiori nel mezzo.



E offre molti negozi dai nomi italiani (la grande percentuale): Ermellino Zegna, Domenico Vacca (qualcuno sa dirmi se è famoso?), Gianfranco Ferrè, Emporio Armani, ecc...ecc....eccc...; in più i vari Louis Vuitton, Ralph Lauren e pochi altri stranieri.
Visto che il dollaro è ancora debole sull'Euro, fare i conti circa la convenienza è un attimo: ma il primo negozio che abbiamo incontrato (con nome italiano, Bernini - ma non lo stesso Bernini che c'è in Corso Buenos Ayres) aveva sconti e ribassi fino al 70%. FINO al 70%: ma la merce che abbiamo visto sarà stata scontata dello 0,15%.
Perchè le giacche andavano da 5000 a 8000 dollari (solo la giacca) e i giubbotti non parliamone; abbiamo notato un grande negozio VUOTO e il commesso con un'aria non soddisfatta in viso.



Proseguendo sul cammino....cosa vuoi...le solite boutique che trovi a Milano (ma quel Domenico Vacca ha fatto molto ridere Frank: e i suoi negozi sono addirittura due), niente di chè. A Frank queste cose hanno stancato da tempo, a Carla no, perchè lei ha il gusto sopraffino e per questi negozi cammina come un gattino.

Finita anche questa giornata, riprendiamo la macchina e ci avviamo verso l'aeroporto, ossia verso il nostro hotel, ma anche vicino alla Hertz, alla quale dobbiamo riconsegnare l'auto: qui sono molto gentili, ci fanno riconsegnare l'auto guidandoci come se fossimo piloti di un aereo verso una corsia dove la lasceremo e ci dicono che se vogliamo un passaggio all'hotel c'è l'autista apposta per noi (vero, ma dopo 15 minuti).
Ad ogni modo, una foto di congedo all'auto è d'obbligo: la Mazda 6 targata 6DOP025 ci ha portato in giro per quattro Stati, facendoci totalizzare la bellezza di 2.413,17 miglia (3.861 km).



Ritorniamo in hotel e ceniamo, quindi a letto presto: il giorno seguente è prevista sveglia prestissimo e aereo alle 6,50 per New York!
Volete venire con noi?

Seguiteci anche qui, allora: a presto!