giovedì 25 settembre 2008

Seeing everywhere


Cosa vediamo.
Vediamo un sacco di gente di colore che cammina, ondeggiando, per strada vestita da homeless (età media 38-40 anni, forse meno), vediamo un sacco di negozi scintillanti (sembrano tanti Rinascente, anche più belli) ma anche negozi molto più modesti. Vediamo tram probabilmente donati da molte città (Louisville, Boston) più i mitici tram di Milano. Vediamo una grande concentrazione di asiatici (cinesi, giapponesi) che gestiscono molti esercizi commerciali in questa città. Ce lo ha detto Howard (la guida che guida) e ci crediamo: 80 Starbucks in tutta la città, noi ne abbiamo visti 5 o 6 finora.
Vediamo una concentrazione di tipici grattacieli americani solo nella parte centrale della city (“financial district”, tende a precisare Carla), il resto sono case normali, variopinte. Le più belle e costose (costosissime) sono in stile vittoriano, e sono un po’ ovunque.

La foto che vedete è stata scattata da Twin Peaks, e mostra tutta Frisco.
La "spaccasanfrancisco" è, ci dicono, Market Street (ma Frank ci crede poco).
Tuttavia il nostro hotel è a due passi da questa stradona, che effettivamente è molto ampia.


Che poi uno dice "Twin Peaks! Ooooh, Twin Peaks! Il telefilm con quella morta di sonno di Laura Palmer!".
In realtà Twin Peaks è un posto di collina in cima a San Francisco, e le Twin Peaks sono le due colline di terra più alte, a cui hanno messo dei pericolosi gradini di pietra per far sì che si possa scalare questa "leggenda", resa appunto tale da un grande regista di nome David Lynch . Punto.
Niente di chè.

Howard on the bus!

Abbiamo fatto il giro turistico in autobus, ma non quello scoperchiato, bensì quello chiuso (meglio: Carla ha un po’ di raffreddore). Howard, la guida che guida, ci ha illustrato, in tre ore e mezza, ciò che c’è da vedere in questa città: Golden Gate Bridge e Park (con scoiattoli che si avvicinano a noi come se nulla fosse, ma in realtà cercano cioccolatini – noi abbiamo solo caramelle al miele, e gliene abbiamo lasciate un paio), Twin Peaks e i quartieri italiano e cinese. Howard è un personaggio: un ragazzo nero sui 35 anni, molto gentile e spiritoso che, in chiave spesso umoristica, ha illustrato ai passeggeri cosa andavamo a vedere, facendo spesso sorridere.Siamo, direi, soddisfatti: un giro da perfetti turisti che ci ha illustrato praticamente tutto. Non che Carla e Frank siano i turisti che, colazione a sacco, seguono attentamente questi tour organizzati: ma se è la prima volta che vieni da queste parti dovresti farlo, se hai tempo.

Finito il tour, anziché farci lasciare all’hotel ci siamo fatti lasciare vicino alla baia. La baia è praticamente il lungomare, non balenabile (mi sembra : abbiamo visto la spiaggiona con i surfisti: molto grande, ma è un po’ più in là) e pieno di navi e di ristoranti sul mare. Noi eravamo in zona Pier 39, la passeggiata: sembra di essere sul lungomare di Rimini, dove ad ogni passo c’è un negozio che vende le stesse cose: magliette e souvenirs. La differenza rispetto a Rimini è che questi negozi sono molto profondi, e si trova di tutto. Anche i ristoranti vendono al loro interno souvenir, in special modo magliette (di Alcatraz, che è poco distante se prendi una nave, e di San Francisco). E l’altra differenza è che è molto americano: più grande, qualche tamarro con moto ultra “pimpate” e autoradio a palla con musica hip hop e rap. Miii, mai che arrivasse uno che ascolta, che so, Tom Jones. No: solo rap. Come l’auto che, di fianco al nostro hotel, passa due volte al giorno, tagliando la 7th Street e addentrandosi in vie secondarie: arriva sempre da una via lunga più o meno 600 metri, e la senti arrivare. Auto sgarruppata ma impianto audio al top, ed evidentemente con larga scala di volume utilizzabile.

Che ora era?

Essendo partiti alle 06:50 da Linate, c’è da fare una considerazione: abbiamo visto solo quel buio lì.Infatti , avendo qui 9 ore di anticipo rispetto all’Italia (il blog porta l’orario corrente americano alla fine di ogni post), praticamente abbiamo viaggiato solo con la luce! E quando siamo arrivati a San Francisco erano le 13:30! Capite che un pelo di sballottamento in fatto di orario c’è…!Io (Frank) ho detto: “Carla, facciamo finta di niente, usciamo e prendiamo confidenza con la città, poi se siamo stanchi vedremo..”.
Quindi, abbiamo girato un po’: siamo vicini a Market Street con l’hotel, è una comodità perché è un po’ come essere vicino viale Certosa, ossia un riferimento generale.Ci siamo addentrati in United Nations Plaza, che ha colonne di marmo con i nomi degli Stati che negli anni hanno aderito all’ ONU. Ci siamo anche noi, Italia: 1955.United Nations Plaza ci porta direttamente in City Hall, un grosso edificio copiato paro paro da San Pietro, a Roma.Molta fauna in giro - un sacco di cormorani sono a passeggio insieme alle persone: e che persone!Frisco sembra la patria degli “homeless”, e qui, il giorno dopo, Carla ha coniato un’espressione molto reale: “qui il barbone trova la sua dimensione”. Niente di più vero.Abbiamo tirato fino alle 17: pisolino? Massì…”Carla, punta la sveglia, ci svegliamo alle 19:30 e andiamo a cena” ho detto io. E abbiamo chiuso gli occhi, coricati sul nostro lettone.Poi Carla, dopo un po’ si è svegliata, e io sentendola le ho chiesto: “Che ora è? E’ già ora?”.”Frank, è mezzanotte e quaranta…!” mi ha risposto con voce sonnambula.E quindi abbiamo continuato a dormire, impegnandoci, fino alle 7 del mattino: ogni giorno ci stiamo svegliando a quest’ora. Vabbè, meglio così….La cosa bella è “impegnarsi” a dormire quando di sonno non se ne ha più.

Scusate, ma...

....stiamo usando un laptop veramente piccolo: chiuso è grande come un quaderno.
E io (Frank) devo aver messo un ditone al posto sbagliato, disabilitando la ricerca della rete wireless; ho chiesto alla reception, abbiamo fatto prove in un altro hotspot, ma niente...!
Nell'ultimo locale un ragazzo che somigliava a Michael Jackson dei bei tempi (prima del successo) mi ha fatto capire che la ricerca della rete era disabilitata, secondo lui.
Aveva ragione.
Rieccoci.
Maledetti tasti multifunzione. Piccoli così.
Andiamo avanti...